Scoglietto franata delle cernie
Descrizione
L’immersione inizia su un pianoro di roccia e Posidonia popolato da branchi di Salpe, Saraghi, Occhiate e nuvole di Castagnole. Continua lungo una franata di massi incrostati da molteplici specie di Alghe, coloratissimi Poriferi e Briozoi che degrada abbastanza dolcemente creando una serie di anfratti dove è possibile scorgere Scorfani, Murene, Corvine, Polpi e Nudibranchi. La particolarità di questa immersione sono le numerosissime Cernie anche di notevoli dimensioni. Si raggiunge la massima profondità (circa 24 mt) nel punto in cui termina la franata e qui è facile trovare grossi esemplari di Cernie nuotare mansuete in compagnia di branchi di Dentici che raggiungono facilmente i 3 kg di peso. Spesso si ha la fortuna di effettuare tutta l’immersione in compagnia di fitti branchi di Barracuda.
Info
| Profondità | 0-25 mt |
| Tipologia | franata |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | quasi sempre assente |
Scoglietto Grottoni
Descrizione
Partendo dalla parete dello Scoglietto ci si spinge verso il largo fino a incontrare una cigliata caratterizzata da Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) con appese uova di Gattuccio e frammentata da spaccature colonizzate da Margherite di mare (Parazoanthus). Raggiunti i 30 mt. si incontrano tre grosse caverne consecutive, nelle quali si può penetrare per alcuni metri. Le volte sono totalmente ricoperte da numerose specie di Poriferi, in particolare spugne gialle (Aplysina, Haliclona e Axinella) e all’interno si possono incontrare Aragoste, Astici e coloratissimi Nudibranchi. Uscendo è molto suggestivo osservare le finestre nel blu dove spesso transitano Palamite, Tonnetti e non è raro incontrare Pesci Luna (Mola Mola). La cigliata termina sulla sabbia a circa 40 mt e lì si trovano le tane di grosse Cernie e Musdee (Phycis Phycis) ormai abituate alla presenza dei sub. Rientrando verso la barca è facile incontrare i branchi di Barracuda stanziali in tutta la zona dello Scoglietto.
Info
| Profondità | 15-40 mt |
| Tipologia | parete/grotte |
| Difficoltà | media |
| Corrente | quasi sempre assente |
Scoglietto parete NE
Descrizione
Ormeggiando sul pianoro est del “Lo Scoglietto” è possibile raggiungere una parete che inizia dove si interrompe la Franata delle Cernie ed è ben visibile perchè prima dell’inizio del ciglio incontriamo una grossa ancora ammiragliato con una targa posizionati lì circa 5 anni fa per aumentare ulteriormente l’interesse di questo punto d’immersione. Questa immersione inizia di fatto a 20 metri e può arrivare fino a oltre i 40, sempre popolata da abbondante pesce pelagico come barracuda e dentici, ma anche numeroso pesce bentonico come murene, musdee, cernie e crostacei. Nel periodo primaverile è facile incontrare in questa zona il pesce San Pietro.
| Profondità | 20-45 mt |
| Tipologia | parete |
| Difficoltà | media |
| Corrente | quasi sempre assente |
Scoglietto statua del Cristo
Info
Si parte con un salto nel blu fino a circa 20 mt. per incontrare un pianoro di sabbia costantemente affollato da branchi di Saraghi e spesso Barracuda. Si nuota verso Nord-Ovest per raggiungere la cigliata che arriva nel promontorio più esterno alla profondità di 47 mt. Qui troviamo grossi rami di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e numerosissime Aragoste. Lasciando il promontorio spesso vediamo nuotarci accanto Aquile di Mare (Myliobatis Aquila) e grossi Dentici, mentre raggiungiamo un pianoro sul quale si staglia un altorilievo raffigurante un Cristo, valorizzato dalla presenza alle sue spalle di una stupenda parete completamente incrostata da spugne gialle (Aplysina, Haliclona e Axinella). Purtroppo la profondità è elevata (siamo a circa 39 mt) quindi dobbiamo lasciare questo spettacolo per rientrare verso la parete dello Scoglietto dove possiamo effettuare la nostra sosta di sicurezza curiosando tra le rocce per scoprire Cernie e Musdee (Phycis Phycis).
Info
| Profondità | 20-47 mt |
| Tipologia | parete |
| Difficoltà | difficile |
| Corrente | a volte anche di forte intensità |
Scoglietto panettone delle gorgonie
Descrizione
Il panettone è completamente ricoperto da Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) con ventagli che raggiungono il metro di diametro sui quali sono sempre presenti uova di Gattuccio. Infatti, non è raro incontrare esemplari di Gattuccio (Scyliorhinus Canicola) nascosti nelle spaccature, sempre abitate da decine di Aragoste. Molto spesso quando si raggiunge il panettone veniamo circondati da un grosso branco di Tonnetti stanziali incuriositi dalla presenza dei subacquei. Data la zona quasi incontaminata e la elevata profondità non è raro imbattersi in specie molto particolari o di dimensioni ragguardevoli… come una Granseola (Maja Squinado) del diametro di 40 cm! A lato della secca è presente una vecchia nassa abbandonata, abitata da una enorme Musdea (Phycis Phycis) e dopo averla osservata si rientra verso lo Scoglietto accompagnati da grossi pesci pelagici che nuotano nel blu per terminare l’immersione sulla parete Nord. Si tratta di un immersione riservata a subacquei tecnici, ideale per corsi di profondità con bombolino decompressivo Nitrox o per gruppi di subacquei tecnici.
Info
| Profondità | 40-52 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | molto difficile |
| Corrente | a volte anche di forte intensità |
Scoglietto franata NORD
Descrizione
Sempre all’interno della zona di tutela biologica di Portoferraio possiamo immergerci direttamente a ridosso del Lo Scoglietto, infatti sul lato Nord l’isolotto si estende sott’acqua con una franata di massi che finisce sulla sabbia a 17 metri di profondità massima. Si tratta quindi di un’immersione molto semplice, ma non per questo meno spettacolare delle altre. La presenza di pesce è sempre abbondante, in particolare ammiriamo numerosissime corvine nuotare insieme alle stanziali cernie. L’acqua solitamente limpida e poco profonda garantisce un’ottima illuminazione e ci permette di esplorare di scorgere facilmente scorfani, murene e moltissimo pesce piccolo come donzelle, sciarrani, saraghi e salpe, ma guardando verso il mare aperto non sarà difficile vedere dentici e barracuda cacciare a poca distanza. Immersione perfetta per corsisti o subacquei poco esperti, diciamo che assomiglia molto ad un reef tropicale!
Info
| Profondità | 0-17 mt |
| Tipologia | franata |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | assente |
Bettolina
Descrizione
Si tratta del relitto di una nave da carico lunga 50 metri e larga 7, trasportava materiale all’Isola d’Elba ed è affondata per cause sconosciute. Si presenta in assetto di navigazione su un fondale sabbioso e da 60 metri di profondità risale fino a 50 sul cassero. Ben visibili l’argano ed è possibile penetrare per alcuni metri nella stiva o nella cabina abitata da una stanziale colonia di “merluzzetti”. Quasi sempre presenti aragoste e grossi capponi.
Info
| Profondità | 50-60 mt |
| Tipologia | relitto |
| Difficoltà | immersione tecnica |
| Corrente | a volte forte |
Capo stella
Descrizione
Nella zona di Marina di Campo troviamo un promontorio fronteggiato da uno scoglio appena staccato dalla costa, questo è Capo Stella e le immersioni si svolgono sulla parete che sul versante esterno degrada velocemente verso profondità elevate creando una serie di terrazze, tutte caratterizzata dalla presenza di Paramuricea Clavata (Gorgonia Rossa) molto abbondante, abitata costantemente da aragoste, murene e con un po’ di fortuna è possibile trovare esemplari di Gattuccio nelle spaccature. Questa immersione può essere effettuata a differenti livelli fino a profondità adatte a subacquea tecnica, infatti il fondo è oltre i 50 metri.
Info
| Profondità | 0-50 mt |
| Tipologia | parete |
| Difficoltà | media |
| Corrente | moderata |
Formiche della Zanca
Descrizione
Come ci indica il nome, le “Formiche” sono alcuni scogli semi-affioranti che si trovano a largo di Punta della Zanca, poco dopo S.Andrea. Siamo nel punto più a Ovest dell’Isola d’Elba, proprio di fronte alla Corsica, qui le correnti sono spesso molto forti e questo, se pur rappresenta una difficoltà nell’immergerci, crea un habitat ottimale per numerosi organismi marini. Per questo motivo questo punto d’immersione è uno dei più rinomati di tutta l’Elba e merita almeno due immersioni per visitarlo. La prima, decisamente impegnativa, parte sul lato esterno del maggiore scoglio emerso, siamo su una franata di grossi massi che, appoggiati uno all’altro, creano nascondigli ottimali per Cernie, Trigoni e grossi Scorfani, ma anche suggestivi passaggi per i sub. Una piccola cigliata segna il termine della franata e l’inizio della parte più spettacolare di questa immersione, un costone di roccia e sabbia sprofonda ripidamente dai 20 a oltre 40 mt. Ci “lanciamo” per questo dirupo e poco dopo scorgiamo le prime antenne di Aragosta e soprattutto i primi ventagli di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata), che presto diventano sempre più fitti e di dimensioni impressionanti (oltre il metro di diametro). La parete è lunghissima, impossibile da percorrere tutta in un’unica immersione, quindi a circa metà iniziamo a risalire, cercando uno stretto canyon che ci porterà ad un pianoro intorno ai 20 mt, tra i vari scogli semi-affioranti che possiamo distinguere guardando verso la superficie. In questa zona vive stanziale un grosso branco di Barracuda e spesso si incontrano Dentici in caccia, ma la cosa più suggestiva è il percorso che ci riporta alla barca: un susseguirsi di canyon, tunnel tra le rocce, archi e scuri anfratti, tutti colonizzati da Poriferi, Margherite di Mare (Parazoanthus), Nudibranchi di ogni forma e colore, piccole Aragoste, Cernie e Gronghi… è un’immersione da non perdere!
Info
| Profondità | 0-50 mt |
| Tipologia | franata/parete |
| Difficoltà | molto difficile |
| Corrente | media/forte |
Il Careno
Descrizione
A poche centinaia di metri dal caratteristico scoglio della punta di Sant’Andrea si trova la dorsale de “Il Careno”, una lunghissima parete che inizia da un pianoro intorno ai 18 metri, dal quale si ergono numerosi grossi massi che offrono riparo a molta fauna tipica. La parete si sviluppa tra canyon, anfratti e muri verticali ravvivati da gorgonie gialle, colorate spugne e crostacei come Aragoste e Galatee. Ma il vero spettacolo è offerto dai branchi di pesce che nuotano tranquilli tra la parete e il pianoro: Dentici, enormi Barracuda e spesso veloci Palamite. Non raro l’incontro anche con Aquile di Mare e grossi tonni. Data la vastità del percorso si possono sicuramente fare almeno 2 immersioni differenti in questo punto ma qui la corrente è spesso forte e per questo motivo l’immersione è adatta a subacquei esperti, ma lo spettacolo è garantito!
Info
| Profondità | 12-45 mt |
| Tipologia | secca/parete |
| Difficoltà | difficile |
| Corrente | media, a volte forte |
Il semaforo
Descrizione
A circa mezzo miglio a largo di Capo Enfola si trova la Secca del Semaforo, per trovarla bisogna effettuare un salto nel blu fino oltre 40 mt lungo la cima dell’ancora o di un pedagno, ma ne vale la pena! Si tratta di un grosso panettone posto sulla sabbia che da 52 risale a circa 40 mt, completamente ricoperto di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e Gialle (Eunicella Cavolini) oltre ad una moltitudine di coloratissimi Poriferi. Vi si trovano sempre Aragoste spesso di notevoli dimensioni ed è possibile scoprire nelle spaccature qualche esemplare di Gattuccio (Scyliorhinus Canicola), rimasto in zona dopo aver depositato le uova sulle Gorgonie. Sovente abbiamo fatto l’incontro con un enorme pesce San Pietro (Zeus Faber). Poco distante da questa secca ne troviamo una seconda più piccola chiamata SEMAFORINO e altrettanto bella, anzi possiamo dire che le Gorgonie sono anche più fitte. Si tratta di immersioni riservate a subacquei con brevetto tecnico.
Info
| Profondità | 42-52 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | molto difficile |
| Corrente | immersione effettuabile solo in assenza di corrente |
Il teschio
Descrizione
All’interno del Golfo del Viticcio troviamo un promontorio che si spinge verso il mare aperto, sia sulla scogliera che sott’acqua a pochi metri di profondità si possono distinguere delle rocce che formano un teschio simile a quello raffigurato sulle bandiere dei pirati, da questo prende il nome l’immersione. Si parte dalla franata di massi sotto costa, si segue un percorso a zig zag tra grossi panettoni che svettano dalla prateria di Posidonia. I massi sono incrostati da coloratissimi Poriferi e abitati da molteplici organismi marini. Ogni tana ci riserva nuove sorprese: Gronghi e Murene attorcigliati gli uni alle altre, grossi Polpi e Scorfani. Quasi sempre presenti anche diversi tipi di Nudibranchi, in particolare Cratena Peregrina, Hyselodoris e Flabellina. E’ un ottimo punto per effettuare immersioni notturne e fare l’incontro con la meravigliosa Alicia Mirabilis o le simpatiche Polpesse.
Info
| Profondità | 0-30 mt |
| Tipologia | parete/franata |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | generalmente assente |
La leccia
Descrizione
La secca della Leccia è situata si di un pianoro di sabbia, si raggiunge il cappello effettuando un salto nel blu da 0 a 32 mt. di profondità e da lì si prosegue visitando le innumerevoli spaccature che troviamo degradando verso la massima profondità intorno ai 48 mt.. Con un po’ di fortuna, a tale profondità potremo incontrare un Gattuccio (Scyliorinhus Canicola) addormentato tra lo scoglio e la sabbia. Difficile invece l’avvistamento di pesce pelagico, la particolarità di questa secca è la varietà di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e Gialle (Eunicella Cavolini ), ma soprattutto i resti di un ancora romana ad una profondità di circa 36 mt, segno inconfutabile di un passato ricco di storia. Ovviamente questa immersione, per le sue caratteristiche, è riservata solo ai più esperti!
Info
| Profondità | 32-48 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | difficile |
| Corrente | media |
Le tre secche
Descrizione
Sul lato Ovest di Capo Enfola troviamo le Tre Secche. Si tratta di tre pinnacoli che si stagliano dal fondo verso la superficie. Generalmente si scende su quello più vicino a terra che è anche il meno profondo (circa 12 mt) per poi circumnavigare gli altri due e raggiungere una bella cigliata che da 18 precipita fino a 40 mt. Anche queste secche sono ricoperte da Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) ed essendo un punto in correte è facilissimo incontrare diversi tipi di coloratissimi Nudibranchi come la Cratena Peregrina e le varie Flabelline, oltre ai consueti Polpi e Murene. Intorno ai 40 mt siamo nel regno delle Aragoste, ma anche qui non è difficile scorgere altri Nudibranchi come la Vacchetta di Mare (Discodoris Atromaculata) o crostacei come la Galatea. Siamo sempre nella zona di Capo Enfola quindi scrutiamo il blu per avvistare il passaggio di qualche Tonno anche di discrete dimensioni o un branco di grossi Barracuda ormai stanziali in questo punto d’immersione. Il ritorno si effettua variando il giro intorno ai tre pinnacoli, dove si trovano diversi spezzoni di reti incagliate, ormai incrostati da vari microrganismi marini e dove svettano stupendi Spirografi.
Info
| Profondità | 12-40 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | media/difficile |
| Corrente | media, a volte forte |
Lo spizzichino
Descrizione
A Sud-Est di Capo Enfola scorgiamo un altro grosso scoglio staccato dalla costa, lo Spizzichino, un punto d’immersione semplice ma molto divertente. Inoltre lo scoglio fornisce un perfetto riparo per ancorare nei giorni in cui soffia un forte Maestrale e ci consente di poter effettuare una bella immersione anche con condizioni di mare non perfette. Si scende sul versante Sud e si costeggia lo scoglio tenendo sulla nostra sx una vasta prateria di Posidonia sopra la quale volano enormi branchi di Salpe. Si raggiunge la franata esterna e la si segue fino al punto di maggiore profondità (circa 22 mt). Qui in ogni insenatura scopriamo qualcosa di diverso: Gronghi e Murene che condividono le tana, grossi Polpi che vanno a spasso, curiose Cerniotte e una vastissima gamma di Nudibranchi (Flabellina, Cratena Peregrina, Hypselodoris), mentre intorno a noi nuotano branchi di Saraghi e Tanute. Il percorso è articolato e si può decidere di rientrare dal lato Sud o circumnavigare lo scoglio infilandosi in canyon colorati di arancione dai Parazoanthus, che creano giochi di luce molto suggestivi.
Info
| Profondità | 0-22 mt |
| Tipologia | parete/franata |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | generalmente assente |
Omero
Descrizione
A largo di Punta Penisola fuori dal golfo della Biodola si trova un ciglio di roccia profondo lungo un centinaio di metri che spesso ospita astici di grosse dimensioni, tra questi uno era stato chiamato Omero e raggiungeva i 70 cm di lunghezza. L’immersione inizia con un suggestivo “tuffo nel blu” che ci porta a 30 mt e poi si divide in 2 parti la prima sulla parete profonda e la seconda dopo aver attraversato un pianoro di posidonia si raccorda con Punta Penisola e permette di smaltire l’azoto rientrando verso la barca in acqua bassa, godendosi il panorama ricco di organismi bentonici come nudibranchi, polpi, murene e svariate cerniotte.
Info
| Profondità | 29-38 mt |
| Tipologia | parete profonda |
| Difficoltà | media |
| Corrente | quasi sempre assente |
Piane alte
Descrizione
A circa un miglio verso Piombino dalla Secca di S. Lucia si trovano le “Piane Alte”. Non si tratta di una vera e propria secca, è un punto in cui il fondale risale da oltre 50 metri fino a circa 30 sul sul lato nord, formando nella parte sud una bella cigliata rocciosa ricca di anfratti e spaccature. Qui troviamo numerose aragoste, cernie, mustelle, gronchi, murene e tutto intorno branchi di saraghi e dentici in caccia, intermezzati da qualche barracuda solitario. Essendo l’unico punto roccioso tra miglia e miglia di fondale sabbioso, questo rappresenta un luogo di caccia per il pesce pelagico e di riparo per le altre specie che vengono a crearsi una tana in questa zona. Immersion indubbiamente interessante, anche se riservata a subacquei esperti, soprattutto per la necessità di effettuare discesa e risalita in “libera” non avendo pareti rocciose di riferimento.
Info
| Profondità | 28-42 mt |
| Tipologia | secca/cigliata fonda |
| Difficoltà | media |
| Corrente | assente/leggera |
Punta del nasuto
Descrizione
La prima punta a Ovest del porto di Marciana Marina è Punta del Nasuto, un promontorio a picco sul mare che prosegue sott’acqua con una dorsale che crea diverse terrazze, permettendoci di effettuare l’immersione con diversi profili. La parete Est è meno ripida e si ferma a circa 26 mt di profondità, quella Ovest invece inizia con una dolce franata di massi fino ai 20 mt circa per poi precipitare ripida oltre i 40 mt, proponendo un suggestivo drop off dal quale si possono osservare numerose specie pelagiche nuotare nel blu, in particolare branchi di Dentici e qualche solitario Barracuda. La parete è ricoperta da Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) e frammentata da numerosissime spaccature ove si nascondono grosse Cernie, Gronghi e Murene, mentre oltre i 30 mt è facile scorgere le antenne delle Aragoste fare capolino dalle loro tane. Essendo la parete molto lunga, solitamente se ne percorre solo una parte alla maggior profondità per poi risalire seguendo le terrazze di roccia durante il ritorno, per questo motivo il punto si presta ad effettuare almeno 2 immersioni per essere visitato completamente.
Info
| Profondità | 0-44 mt |
| Tipologia | parete |
| Difficoltà | media/facile |
| Corrente | media |
Punta della Zanca
Descrizione
Si tratta di una franata di grossi massi dalla superficie del capo degrada abbastanza dolcemente fino ad una profondità massima di circa 25 metri rendendo quest’immersione adatta anche per un sub alle prime armi. Bisogna esplorare con cura gli anfratti che si formano tra le rocce per scorgere murene, cerniotte e scorfani, senza mai tralasciare di guardare nel blu per il passaggio di pesce pelagico, frequenti qui gli avvistamenti di tonni. Per questa immersioni consigliamo sempre tutti di munirsi di torcia subacquea per godere al meglio ogni anfratto!
Info
| Profondità | 0-22 mt |
| Tipologia | franata/parete |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | media/forte |
Punta di Fetovaia
Descrizione
Sulla punta della baia di Fetovaia, considerata tra le migliori 3 di tutta l’Isola d’Elba troviamo un’immersione molto suggestiva che si estende dalla superficie attraverso una serie di terrazze rocciose fino ad elevata profondità. Qui la presenza di pesce pelagico è frequente soprattutto grossi banchi di dentici e barracuda. In profondità anche il fondale acquista interesse con la presenza di gorgonie e tane per grosse cernie, murene, gronchi. Si tratta di un’ottima immersione multilivello.
Info
| Profondità | 12-45 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | media |
| Corrente | moderata |
Punta Madonna
Descrizione
La seconda punta dopo il porto di Marciana Marina è Punta della Madonna, il cui promontorio si estende per un centinaio di metri verso il mare aperto e rappresenta un punto di immersione molto vasto. Sott’acqua il fondale presenta un secondo promontorio sommerso leggermente staccato dalla costa e sarà proprio qui che ormeggeremo per il primo profilo d’immersione. Scendiamo lungo il versante interno della parete, “saltando” da una terrazza all’altra per poi seguire la parete che sprofonda verso il mare aperto. Troviamo un pianoro di roccia a circa 30 mt di profondità, poi la parete continua verso il blu superando abbondantemente i 40 mt, ma per questo profilo sceglieremo di deviare a sinistra, infilandoci in un suggestivo canyon longitudinale tutto frammentato da spaccature orizzontali. Qui trovano riparo Aragoste, Gronghi e Murene che abitano questi coloratissimi anfratti, completamente ricoperti da Poriferi e Margherite di Mare (Parazoanthus). Seguendo questa gola raggiungiamo un pianoro chiuso tra due rocce, dove è stata posizionata una statua di Cristo, ormai colonizzata da organismi marini, che contrasta con il giallo/arancione dei Parazoanthus alla sue spalle. Da qui ci portiamo verso la costa per concludere la nostra immersione curiosando tra gli anfratti della parete, dove non è raro sorprendere piccole Aragoste e Murene (3 cm) o esemplari di Paguro Bernardo (Dardanus Arrosor) “portare a spasso” i suoi Anemoni sul carapace.
Info
| Profondità | 0-45 mt |
| Tipologia | parete |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | media |
Punta Penisola
Descrizione
Tra il Golfo del Viticcio e quello della Biodola troviamo un promontorio denominato Punta Penisola. La dorsale di roccia del capo prosegue sott’acqua disegnando una serie di pinnacoli molto caratteristici, l’immersione si articoli tra queste punte rocciose che salgono dal fondo costituendo un luogo di riparo per molte specie marine, ma nello stesso tempo un luogo di caccia allettante per numerosi branchi di Dentici stanziali in questo punto. Oltre a questi grossi massi troviamo una franata di rocce più piccole che si intrecciandosi tra loro creano tane per numerose Cerniotte, Murene, Scorfani e Corvine. L’immersione è molto semplice, adatta per subacquei principianti, ma è molto divertente, per la sua morfologia, anche per più esperti, inoltre si tratta di un punto molto ridossato quando il vento di Grecale spazza la costa Nord dell’Elba, consentendoci di effettuare un’immersione in totale sicurezza.
Info
| Profondità | 0-25 mt |
| Tipologia | franata |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | generalmente assente |
Relitto di Pomonte
Descrizione
Nel versante sud-ovest dell’isola, e più precisamente nelle vicinanze dello scoglio dell’Ogliera di fronte alla piccola spiaggia di Pomonte, il 10 gennaio 1972, l’Elviscot, un cargo italiano di 499 tonnellate, partito da Napoli e diretto a Marsiglia, naufragava finendo sugli scogli, per fortuna senza conseguenze per l’equipaggio. Il relitto rimase con la prua semi affondata incagliata sugli scogli, costituendo un potenziale pericolo per i bagnanti della vicina spiaggia. Per questo motivo, ben presto lo scafo fu in parte recuperato e il resto completamente affondato. Ora l’intera poppa, la plancia e parte della fiancata prodiera, giacciono sul fondo sabbioso, sul lato est dello scoglio dell’Ogliera, ad appena 12 metri di profondità. La nave é completamente ricoperta da microrganismi marini, ed é divenuta per molti pesci un sicuro rifugio. La plancia è facilmente visitabile, attraverso l’enorme apertura superiore. Passando dentro il fumaiolo possiamo arrivare senza particolari problemi, dritti fino alla sala macchine dove é ancora ben riconoscibile l’intero apparato motore. Due ampie aperture, situate a poppa, permettono di risalire lungo un corridoio dove tra suggestivi giochi di luce, creati dai raggi del sole che penetrano attraverso le feritoie e gli oblò, si giunge fino alla plancia di comando. La prua accartocciata sullo scoglio dell’Ogliera crea una specie di tunnel colonizzato da Margherite di Mare (Parazoanthus) e abitata da sospettose Corvine.
Info
| Profondità | 0-12 mt |
| Tipologia | relitto |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | media, raramente forte |
Scoglio della Nave
Descrizione
Lo Scoglio della Nave si trova pochi metri a largo di Capo Enfola, l’immersione si svolge sul versante esterno della grossa roccia che, vista da lontano, ricorda una nave. Si possono tenere diverse profondità perché la parete dello scoglio è molto bella da 0 a 25 mt, ovunque troviamo Gorgonie Gialle (Eunicella Cavolini) e spaccature abitate da Cernie e numerosi Polpi. Spingendosi invece in mare aperto si trova una parete che da 20 metri precipita quasi verticale fino a 40 e qui sarà opportuno guardare sempre nel blu per scorgere pesce pelagico di passaggio. Si tratta quindi di un punto dove si possono fare 2 gruppi di subacquei separati per livello anche se entrambi profili sono molto belli e meriterebbero una singola esplorazione. La parte più vicina alla superficie offre incontri particolari con nudibranchi e a volte si trovano pesci ago e cavallucci marini.
Info
| Profondità | 0-45 mt |
| Tipologia | parete |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | leggera/media |
Scoglio Fino
Descrizione
Tra Punta del Nasuto e Punta della Madonna notiamo una sottile penisola rocciosa che interrompe l’insenatura di roccia a strapiombo sul mare, questo punto è chiamato Scoglio Fino. Qui il mare è solitamente piatto, soprattutto quando il vento soffia da Sud e dopo aver ormeggiato è bello godersi il paesaggio sopra di noi, ma lo spettacolo migliore questo punto lo regala sott’acqua. Si scende su una prateria di Posidonia che ondeggia dolcemente cullata dalle onde, ma dopo pochi metri le piante terminano bruscamente lasciando spazio ad un pianoro di sabbia bianca. Raggiunti i 18 mt di profondità si incontra un primo grosso scoglio incrostato da Spugne colorate e abitato da Gronghi, Murene e Polpi. Lo si costeggia sul lato Est e se ne nota un secondo poco più avanti a circa 24 mt di profondità poi un terzo, un quarto un quinto e così via… tanto che senza accorgercene siamo già a 40 mt e dobbiamo fermarci. Qui troviamo numerose Aragoste e a volte qualche esemplare di Astice, ma ci è capitato anche di trovare ad aspettarci un grosso Pesce Luna (Mola Mola)… uno spettacolo davvero unico! Rientrando seguiamo un intreccio di reti incastrate e ormai colonizzate da lunghi Spirografi e scegliamo di volta in volta che percorso seguire per tornare verso la parete dove effettuare la nostra sosta di sicurezza.
Info
| Profondità | 0-50 mt |
| Tipologia | massi su sabbia |
| Difficoltà | media/difficile |
| Corrente | media/scarsa |
Secca del frate
Descrizione
Poco distante dallo Scoglio della Palmaiola a largo della punta di Cavo si trova la secca del Frate, che arriva fino a pochi metri dalla superficie, si tratta di una zona di forti correnti che transitano nel canale tra l’Elba e Piombino e per questo motivo l’immersione è riservata a subacquei esperti anche se non si raggiungono grandi profondità. La corrente garantisce la presenza quasi costante di pesce pelagico tra cui spesso le Aquile di Mare (Miliobatis Aquila), tonni e ricciole anche di grandi dimensioni. Sempre grazie alla corrente tutti le rocce sono ricoperte di margherite di mare (Parazoanthus) e quindi di color arancione acceso.
Info
| Profondità | 0-25 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | difficile |
| Corrente | a volte molto forte |
Secca del picco giallo
Descrizione
La secca del picco giallo è chiamata così perché sul cappello si trova un picco di roccia completamente ricoperto di Parazoanthus. Questo panettone roccioso fa parte della dorsale di roccia che, migliaia di anni fa, si estendeva da punta della Guardiola fino a Capo Enfola. Ora ricoperta quasi interamente di sabbia lascia emergere dal fondo alcuni picchi, tra cui la Leccia, il Semaforo e quest’ultimo punto, che presenta le medesime caratteristiche: bellissime Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) e Gialle (Funicella Cavolini), ma anche il Parerythropodium Coralloides che, con il suo colore rosso purpureo e i polipi gialli, colonizza le gorgonie morte. Anche in questo caso è facile trovare numerose Aragoste (Palinurus elephas) e pesce di tana, più difficile l’avvistamento di pesce pelagico, ma nel mese di giugno vi si trovano spesso Pesci Luna (Mola mola) a volteggiare sul cappello. Più difficile da avvistare per il suo mimetismo, ma presente in questo punto una grossa Rana Pescatrice (Lophius piscatorius), che ha posato spesso per fotografi e videoperatori.
Info
| Profondità | 27-45 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | difficile |
| Corrente | media |
Secca della cala
Descrizione
Al centro del golfo che separa Punta Madonna da S.Andrea chiamato anche “La cala” si trova l’omonima secca. Si tratta di vari scogli che da un fondale sabbioso a 60 metri risalgono fino ad un massimo di 36 metri dove solitamente viene effettuato l’ancoraggio. Immersione riservata a subacquei tecnici è una delle “perle profonde” dell’Isola d’Elba e non delude mai! Vi si trovano sempre aragoste e Astrosparthus, ma la vera peculiarità è che si tratta di una stazione di pulizia per i pesci Luna (Mola Mola) che sorprendiamo spesso fermi a pochi metri dal fondo. Occorrono condizioni di mare molto calmo per questo tipo d’immersione e comunque la corrente in questo punto è costante anche sul fondo rendendolo un tuffo impegnativo ma garantendo la spettacolarità dei rami di Gorgonie Rosse (Paramuricea Clavata) che superano abbondantemente il metro di diametro.
Info
| Profondità | 36-60 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | difficile |
| Corrente | media |
Secca della torre
Descrizione
Si trova fuori dal porto di Marciana Marina esattamente in corrispondenza con la famosa torre che svetta sopra la diga foranea. Questo punto d’immersione è adatto a periodo di stagione intermedia perchè durante i mesi centrali estivi il traffico di barche è troppo intenso per garantire la sicurezza dei subacquei. Tuttavia quando è possibile immergersi in questo punto solitamente non si rimane mai delusi per le particolarità, sono vari massoni che da 18 metri scendono verso i 40 tutti molti colorati ed abitati da gronchi, murene e nudibranchi oltre a qualche cernia di discrete dimensioni. Spesso la secca è frequentata da banchi di barracuda.
Info
| Profondità | 18-40 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | media/difficile |
| Corrente | assente o leggera |
Secca di Mortigliano
Descrizione
Segnalata da 2 boe dedicate alle immersioni subacquea questa ampia secca ha il cappello che arriva a 3 metri dalla superficie e tutto intorno si raggiungono circa 18 metri. Da questo grosso massone si può puntare verso il mare aperto per trovare via via altri scogli che ci conducono fino a 40 metri di profondità dove non è raro incontrare astici (Homarus) che ricavano la loro tana tra la sabbia e la roccia. Sempre presente il pesce pelagico grazie anche alla costante corrente del canale tra la Corsica e l’Elba.
Info
| Profondità | 3-40 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | media |
| Corrente | media/forte |
Secca di Fetovaia
Descrizione
La secca di Fetovaia si trova di fronte all’omonima famosissima spiaggia e più o meno all’ingresso del golfo. L’immersione si svolge partendo dal cappello a circa 12/15 metri, diviso da coreografiche dorsali rocciose, per poi spingersi verso il mare aperto seguendo una parete che dai 30 metri di profondità inizia a coprirsi di Gorgonie Rosse. Lo scenario è suggestivo e arricchito dalla presenza di murene e aragoste che fanno capolino dalle loro tane. Sempre presente anche il pesce pelagico, in particolare dentici e ricciole, spesso di notevoli dimensioni.
Info
| Profondità | 12-45 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | media |
| Corrente | moderata |
Secca di Fonza
Descrizione
Quasi di fronte al Golfo di Marina di Campo troviamo la secca di Fonza chiamata anche “Corallina” perchè è uno degli unici posti all’Elba dove la presenza del corallo rosso (Corallium Rubrum) è abbondante. Questo punto è ricchissimo di ogni forma di vita, incluso abbondante pesce pelagico come barracuda e ricciole, ma sicuramente il maggiore interesse è suscitato dai canyon incrostati di rami di corallo rosso che raggiungono diversi centimetri di lunghezza. Si tratta di una secca a volte con corrente anche sostenuta quindi un’immersione per subacquei di livello avanzato anche se la parte superiore consentirebbe anche l’accesso a meno esperti.
Info
| Profondità | 12-45 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | media |
| Corrente | moderata |
Secca di Santa Lucia
Descrizione
Il cappello della secca si trova a 8 metri di profondità dove ancoreremo la barca e inizieremo a scendere sul versante est, il più ripido e suggestivo perché totalmente ricoperto da Margherite di Mare (Parazoanthus). Si procede verso sud soffermandoci a guardare nelle spaccature per sorprendere grossi Scorfani e Polpi, poi si lascia lo scoglio più grande per compiere un rapido giro intorno ad altri due scogli più piccoli ma ricchi di vita: Murene, Gronghi e Polpi sono ovunque, nella Posidonia possiamo anche scorgere Corvine e Dentici in caccia. Rientrando allo scoglio maggiore effettuiamo due giri completi a diverse profondità per goderci lo spettacolo finale delle nuvole di Castagnole e Occhiate dove sfrecciano i Barracuda in caccia.
Info
| Profondità | 8-22 mt |
| Tipologia | secca |
| Difficoltà | facile |
| Corrente | assente/leggera |
